Santiago del Estero
Santiago del Estero, Madre delle Città. La prima fondata sul suolo argentino, nel 1553, e culla del folklore. Un bosco di quebrachi e di carrubi sotto un sole che non perdona, il fiume Dulce e le acque termali di Río Hondo. Qui la chacarera si balla con l'anima, il violino piange nelle notti e il quichua vive ancora nella voce della sua gente. Empanadas, peñas e salamancas. Santiago non si racconta: Santiago si sente nel petto. Santiago è il cuore del folklore argentino.
- Capoluogo
- Santiago del Estero
- Regione
- Nord-ovest
- Superficie
- 136.351 km²
- Popolazione · Censimento 2022
- 1.060.906 abitanti · 7,8 hab/km²
- Donne · Uomini
- 50,8 % · 49,2 %
- Età mediana
- 29 anni
- Per età
- 0-14 anni: 25,4 % · 15-64 anni: 65,6 % · 65 anni e oltre: 9,0 %
- Clima
- Subtropicale con stagione secca, caldo e semiarido.
- Gentilizio
- santiagueño/a
- Fondazione del capoluogo
- 25 luglio 1553
Fonti: INDEC, Censimento nazionale 2022 (risultati definitivi) · INDEC / IGN (superficie).
Ricchezza naturale
Il territorio che la definisce
Santiago del Estero è la grande pianura del Chaco secco: una foresta di quebrachos, carrubi e mistoles sotto un sole intenso, attraversata dai fiumi Dulce e Salado, che danno vita alle sue zone umide. Il Parco Nazionale Copo protegge una delle ultime grandi foreste di quebracho rosso, habitat dell’armadillo gigante e del formichiere gigante. A ovest si alzano le sierras di Guasayán e si estendono le Salinas de Ambargasta; a nord-ovest, le acque termali di Termas de Río Hondo hanno fatto della città una delle mete termali più conosciute del paese.
- Parque Nacional Copo (2000)
Fonte: Amministrazione dei Parchi Nazionali dell’Argentina (SIB-APN).
Ricchezza umana
Le figure viventi
Santiago è la culla della chacarera e del violino criollo, e la terra in cui il quichua santiagueño è ancora vivo come lingua familiare. Le sue feste, peñas e salamancas sostengono una delle tradizioni folcloriche più ricche del paese, e le tessitrici di Atamisqui mantengono viva l’arte del tappeto e del telaio. A tavola, empanadas santiagueñas, locro, tamales e capretto allo spiedo, con l’arrope e il patay ereditati dalla foresta.
- Prima della conquista · i popoli tonocoté, lule-vilela e sanavirón abitano le rive dei fiumi Dulce e Salado
- 1553 · Francisco de Aguirre fonda Santiago del Estero, la più antica città di origine spagnola del paese ancora esistente. Da lì partirono le spedizioni che fondarono Tucumán, Córdoba, Salta e Jujuy: per questo è la Madre di Città
- XVI secolo · il quichua arriva come lingua della conquista e dell’evangelizzazione; oggi il quichua santiagueño è ancora vivo nelle campagne
- 1820 · Santiago del Estero diventa provincia autonoma
- 2002 · la Legge 25.681 la dichiara ufficialmente Madre di Città e Culla del Folclore
Fonti: Legge 25.681 · Camera dei Deputati della Nazione argentina · Universidad Nacional de Santiago del Estero.
- Homero Manzi · testi di tango · nato ad Añatuya (1907-1951), autore di «Sur» e «Malena»
- Sixto Palavecino · musica · violinista e custode del quichua santiagueño
- Peteco Carabajal · musica · della famiglia Carabajal, emblema della chacarera
- Los Manseros Santiagueños · musica · gruppo folclorico formatosi nel 1959
Fonti: carriere pubblicate dalla stampa nazionale e provinciale.
28.022 persone si riconoscono indigene o discendenti di popoli indigeni o originari: il 2,6 % della popolazione della provincia. Appartengono a 44 popoli diversi, e 9.202 (32,8 %) parlano o capiscono la lingua del proprio popolo. I cinque popoli più numerosi sono:
- Tonokoté · 9.065
- Diaguita Cacano · 3.429
- Lule Vilela · 1.763
- Quechua · 1.145
- Diaguita · 901
Fonte: INDEC, Censimento nazionale della popolazione, delle famiglie e delle abitazioni 2022, risultati definitivi. Popolazione in abitazioni private.
Ricchezza produttiva
Cosa produce ed esporta
Negli ultimi decenni Santiago del Estero ha vissuto una forte espansione agricola: soia, mais e cotone, di cui è oggi la prima provincia per superficie seminata. A questo si aggiungono l’allevamento bovino e caprino e la silvicoltura della sua foresta nativa. La Cina è oggi il suo principale acquirente, con oltre il 40 % delle sue esportazioni.
USD 796 milioni, il 25,4 % in più rispetto al 2024: lo 0,9 % del totale nazionale e il 15,9 % del Nord-ovest.
- Prodotti primari · USD 731 milioni
- Manufatti di origine agricola · USD 65 milioni
Principali destinazioni: Cina (USD 348 M, 43,7 %), Vietnam (USD 57 M), Medio Oriente (USD 51 M) e Unione europea (USD 42 M). Principali prodotti: cereali (USD 321 M), semi e frutti oleosi (USD 283 M), ortaggi e legumi non lavorati (USD 81 M) e carni e preparazioni di carne (USD 63 M).
Fonte: INDEC, Origine provinciale delle esportazioni. Beni. Anno 2025 (dati provvisori) e tabelle allegate.
251.900 ettari seminati nella campagna 2024/25: il 37,9 % della superficie cotoniera del paese (665.300 ettari) e la superficie più ampia tra tutte le province.
Fonte: Segreteria dell’Agricoltura, dell’Allevamento e della Pesca della Nazione argentina, Bollettino del cotone, campagna 2024/25.
1.129.611 capi al 31 dicembre 2024: il 2,2 % del patrimonio bovino nazionale.
Fonte: SENASA, consistenza al 31/12/2024, in Segreteria dell’Agricoltura, Profilo bovino provinciale 2024.
Il CONICET ha quattro unità di ricerca nella provincia, tra cui l’Istituto di Studi sullo Sviluppo Sociale (INDES), insieme all’Universidad Nacional de Santiago del Estero.
Fonte: CONICET, Relazione di gestione 2025.
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